iPhone: in UK la nuova versione è esaurita

Leggo sul Guardian: “The new phone was made available for pre-order on the O2 website at 8am this morning. The site crashed within the first hour due to the volume of traffic, and by this afternoon O2 said it had run out of pre-order stock.”
I tentativi di pronotazione via web (aperte ieri alle 8 del mattino ) hanno fatto cadere i server.

Mentre in UK c’è stato molto fermento per l’uscita dell’iPHone nuovo, mi sembra che qui da noi le cose siano molto calme… soprattutto lato operatori non vedo iniziative per stimolare l’appetito dei consumatori…ma questa è solo una mia impressione e in effetti in queste settimane sono poco attento. Sul sito di TIM è leggermente più in evidenza rispetto a quello Vodafone. Poi per ribilanciare le cose, TIM non ti dice nulla e ti invita ad andare in un negozio o lasciare i tuoi dati, invece Vodafone mostra già le offerte business e consumer.

Vodafone offerta business: “La sottoscrizione dell’offerta completa Vodafone MioBusiness Tutto per iPhone prevede un canone mensile di 180 euro” e comprende 2000minuti voce, 1000 sms e 1GB di traffico dati al mese. Se invece voglio tenermi il mio contratto attuale devo aggiungere 30 euro al mese per avere 1GB di traffico dati.

Per il consumer

C’è anche una modalità per aggiungere il traffico dati al prorio profilo tariffario attuale (se mi voglio mantenere il mio piano attuale e mi compro l’iPhone): pagando 10 euro in più al mese (o 12 per le ricaricabili) ho la possibilità di utilizzare 600MB di traffico mensile.

Ovviamente quando si superano le soglie di traffico i costi cambiano e sono 3 euro per 150MB di traffico aggiuntivo, non drammatico e comunque più basso rispetto ai costi della navigazione da cellulare di poco tempo fa.

Venerdì vedremo se ci saranno le file per l’acquisto, ne conosco già tanti che non vedono l’ora…

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Calcio e Social Networking

Mi sembrava proprio strano che non si fosse ancora lanciato nessuno nel Social Networking calcistico. In effetti, si tratta di una community già pronta e solo da cogliere.

La prima domanda che mi sono fatto quando ho visto qualche settimana fa - in occasione degli europei -  la nascita di questo social networking è stata: ma come mai non l’ha fatta un italiano, o almeno un europeo…. o dei brasiliani…beh il progetto è stato realizzato in israele (anche se in realtà ho poi scoperto che è partito da Londra il progetto).

Gli esperti di calcio mi dicono sia molto divertente (mi fido di te luciano). Le mie competenze calcistiche è meglio lasciarle perdere e quindi ho solo potuto notare la semplicità e le modalità interessanti di coinvolgimento della community.

Attualmente, il sito è in inglese, spagnolo e tedesco; ci sono solo 3 gruppi italiani: i fan della Roma, dell’Inter e di Kaka…

Ho visto una sessantina di italiani registrati e in totale sono circa 3000.

Siamo solo all’inizio, vediamo se riuscirà a prendere piede; resta il fatto che dare spazio online a community già esistenti sia la soluzione più facile per creare qualcosa di interessante. Al contrario, cercare di creare una community che non esiste nella realtà è una forzatura ed è molto dispendiosa in termini di mezzi da mettere in campo.

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France Telecom: da oggi parte l’offerta sul satellite

Orange da oggi offre un boquet sul satellite, ovviamente in Francia. L’annuncio era stato fatto a maggio, indicando il satellite come la miglior soluzione per coprire tutto il territorio laddove sia più difficile far arrivare una connessione a banda larga. E’ risaputo che in Francia la popolazione è concentrata in alcune aree e al di fuori di quelle è molto meglio far arrivare il segnale televisivo dal cielo invece che dal cavo; almeno France Telecom la giustifica così.

In questo modo, nelle zone dove arriva solo il 512K non dovrà fare upgrade di rete per portare la TV, i clienti possono richiedere l’offerta triple play e a seconda della posizione geografica e delle infrastrutture disponibili, l’operatore offrirà i servizi video dal satellite o con la banda larga. Potrà anche offrire banda in download per sopperire alle carenze di rete.

In Francia i prezzi del triple play sono allineati come prezzi- tutto a 29,90€ - ma è chiaro che da oggi ci saranno nuovi canali opzionali (in primis il calcio) che faranno parte dell’offerta.

La perplessità rimane: in tutti i Paesi europei (o quasi) due operatori satellitari non riescono a sopravvivere. In Francia c’è la forte Vivendi che un paio di anni fa si è comprato il concorrente indebitato (TPS), una storia già vista, perché se si è in due a dover comprare il calcio l’asta al rialzo manda in rovina una delle due piattaforme. France Telecom spenderà 200 milioni di euro a stagione per il calcio, fino al 2012.

FT offre 60 canali, oltre a quelli opzionali a pagamento per un totale di 200 canali disponibili. Il calcio costa 6 euro al mese.

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L’incertezza sul futuro della carta stampata

La raccolta pubblicitaria da parte dei quotidiani nei primi 3 mesi del 2008 è scesa dell’1,8% rispetto allo stesso periodo del 2007. Non è un grosso tonfo ma comunque la situazione buona non è. I periodici hanno fatto registrate un +1,4%.

Leggevo ieri sul New York Times un articolo che parlava dei problemi della carta stampata e la situazione si fa sempre più dura per gli editori tradizionali. Negli USA sono due anni che c’è una discesa della raccolta e la situazione economica attuale non fa che peggiorare la situazione.
Nel 2007 la discesa è stata dell’8% e sembra che maggio sia sul 14%, questi si che sono dei tonfi belli e buoni.
Anche se Internet cresce a due cifre, la raccolta online rappresenta solo un 10% scarso del fatturato pubblicitario per gli editori.

La facilità e la varietà di informazioni online rende proprio difficile la vita alla carta stampata. Necessità di trasformarsi e di differenziarsi, ma come ? La qualità non basta evidentemente, ed a volte manca anche un po’ quella.

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TV digitale in UK, 69% di famiglie full digital

In UK il passaggio al digitale nelle famiglie (TV principale) è quasi arrivato all’86%.

Le case con tutti i televisori che ricevono un segnale digitale è al 69%, non un grande balzo in avanti rispetto al 66% del trimestre precedente ma comunque una situazione invidiabile.

In Italia, non c’è questa concezione sull’utilizzo delle diverse soluzionoi digitale (Satellite, IPTV e DTT), quindi non ho in testa un valore comparabile con il dato UK. C’è stato comunque un miglioramento in Italia che in questi giorni dgtv.it ha riportato:

“L’ascolto della piattaforma tdt ha raggiunto nel mese di maggio 2008 la quota di ascolto più elevata di sempre, il 4,8%; 5,8 milioni di famiglie, ad aprile 2008, possiedono un decoder su almeno uno dei televisori presenti in casa;…”

Quindi in Italia le famiglie che utilizzano il digitale terrestre sono il 23,6%, a queste bisognerebbe aggiungere quelle che accedono attraverso il satellite (escludendo quelli che vedono la DTT senza il bisogno del SAT).

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Banda larga su rete mobile

La vendita di chiavette per la banda larga su rete mobile ha avuto un’impennata negli ultimi dodici mesi.

Al 31 marzo 2008 i clienti TIM che utilizzano la banda larga mobile sono 1,4 milioni mentre quelli Vodafone dovrebbero essere sui 2 milioni. Quindi siamo ad oltre un terzo delle connessioni BB di rete fissa (che sono oltre 10 milioni).

Fino a poco tempo fa, l’accesso broadband su rete mobile era utilizzato dalle aziende per la forza vendita e poco più ma la continua discesa dei prezzi delle semiflat dati hanno reso il servizio accessibile anche ai privati. Esistono offerte che permettono anche di avere accesso completamente flat nel week end - alcuni se ne stanno approfittando a tal punto che mi aspetto a breve qualche giro di vite nei confronti di chi si mette a fare P2P attraverso la rete mobile - con costi accettabili.

La velocità in alcune aree è molto buona e supera i 3 mbps, ma chiaramente è molto dipendente dalla copertura. Inoltre per alcune attività che richiedono tempi di latenza molto bassi (es. gaming, collaboration), è chiaro che la rete fissa offre delle prestazioni difficilmente eguagliabili dalla rete mobile.

Oggi banda larga su rete mobile significa utilizzare un computer per accedere ad internet ma sempre di più sarà possibile utilizzare device come l’iPhone che consentono una navigazione decente e comunque di poter accedere alla posta che alla fine il servizio più utilizzato.

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Battuta d’arresto dell’adv online negli Stati Uniti

E’ confermato il rallentamento della crescita dell’ADV online negli Stati Uniti, forse battuta d’arresto è un po’ esagerato… visto che anno su anno è cresciuta del 18% nel primo trimestre, ma rispetto a quello precedente c’è stato un calo: la piccola discesa alla fine del grafico.

link a IAB

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Il 50% dei teenager americani non compra più CD

Il compact disk è destinato a diventare un prodotto di nicchia nel breve periodo… il 48% dei teenager americani non ha comprato un cd nell’ultimo anno e contemporaneamente il 21% di tutti gli americani (con età superiore a 12 anni, quindi all’incirca 60milioni) ha comprato musica online.

I CD non scompariranno da un giorno all’altro ma di certo gli acquirenti saranno quasi tutti over 40 nel giro di pochi anni.

E se questo fosse un mercato normale, ci sarebbe un proliferare di negozi online per la vendita della musica; invece questo non è possibile perché solo in pochi sono in grado di accedere alle library facendo accordi con le case discografiche e soprattutto perché esiste un semi-monopolio di un player (Apple) che da innovatore si è ricavato una bella fetta di mercato e gli altri non sembrano in grado di proporre soluzioni alternative per ampliare il mercato lato offerta.

Anche i negozi online che vendono senza DRM fanno molta fatica a stare a galla.

Quello che non si capisce è come mai le case discografiche non siano in grado di prendere in mano la situazione per dare un aiuto al mercato, chi altro lo può fare se non loro ?

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