Archive for the 'Regolamentazione' Category

In Belgio cercano di fermare Google

In Belgio, Google se la sta vedendo brutta (in realtà per niente). Dopo aver perso una causa lo scorso anno, adesso gli hanno chiesto (l’associazione della carta stampata) di pagare dai 30 ai 50 milioni di euro per risarcimento, avendo indicizzato e mostrato senza i relativi diritti contenuti degli associati.

“The newspaper copyright group Copiepresse said it had summoned Google to appear again before a Brussels court in September that will decide on their claim that they suffered damages of between euro32.8 million ($51.7 million) and euro49.2 million ($77.5 million).

The group called on Google to pay a provisional amount of €4 million ($6.3 million).”
link alla notizia

Entro settembre ci dovrebbe essere l’udienza definitiva.
Sono iniziative senza senso ?
Ormai si da per scontato che tutto sia indicizzato e che non si tratta altro che di pubblicità per chi ha scritto la notizia. Evidentemente in Belgio ancora non la pensano così e anche in Italia qualche editore si sfregava le mani leggendo la notizia. Oppure è semplicemente un modo per spillare qualche soldo e far capire che non bisogna esagerare ?


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Partita iva in home page

Negli anni ho seguito la realizzazione di alcuni siti aziendali, sia di piccole che di grandi realtà, e ogni volta c’era questione della partita iva.
Ovviamente, il grafico era disgustato solo all’idea di dover mettere quei numeri in home page. Si perché oltretutto la normative non ti dice di mettere questa informazione insieme alle altre ma proprio in home page.. mistero… avranno visto che in qualche Paese c’è una normativa simile e hanno pensato che valesse la pena di seguirla ? Magari… a mio parere è unica al mondo.

Sono moltissimi i siti di aziende che non sono a norma ma anche quelle che lo sanno in molti casi hanno deciso di non seguirla. Mi è rivenuto in mente questa notizia leggendo un articolo su Punto Informatico.

E voi avete la partita iva in home page ? Un’assurdità, ma d’altra parte siamo nel Paese più sviluppato del terzo mondo e quindi ci si deve accontentare.

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DTT: situazione grave in Valle d’Aosta

DTT
L’annuncio del ritorno all’analogico da parte di due emittenti locali (leggi notizia) mi sembra l’ennesimo sintomo di un passaggio ad una tecnologia digitale che è strapazzata da tutti.

Il commitment dei broadcaster nazionali è stato basso; atteggiamento giustificabile dal punto di vista del mercato: non c’è nessun motivo/incentivo per passare al digitale dato che non posso raccogliere pubblicità/vendere contenuti a sufficienza.

Le istituzioni hanno forse altre priorità e manca “la mente” che possa mettere assieme tutti i tasselli… il sistema televisivo italiano è peggio di un labirinto. Oltretutto, visto che l’ignoranza tecnologica (anche come commentato Gilioli e Longo) regna nelle istituzioni, a tutti i livelli, non ci si può aspettare molto.

Ciò non toglie che sia molto grave la situazione che si è creata in Valle d’Aosta. Il digitale è inevitabile, cerchiamo di farlo al meglio… ma sembra che questo ragionamento non possa essere seguito in questo paese con la p minuscola.

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FCC: le regole per l’asta sulle frequenze

Interessante la semi-apertura della FCC sull’asta delle frequenze. Nel senso che per 22MHz dei 62 in vendita non ci potrà essere un walled garden (accesso solo per cellulari/device definiti dall’operatore).

Google aveva richiesto che ci fosse l’obbligatorietà della rivendita wholesale… evidentemente un po’ troppo aperto per l’Authority

fcclogowords.gif

L’asta ci sarà a fine anno, vedremo cosa accadrà. Si parla spesso dell’offerta da parte di Google di accessi wireless gratuiti (adv based) ma mi sembra difficile che accada nel breve. Intanto per Google, più la gente accede da mobile più passano tempo su internet, più gli investimenti pubblicitari si spostano sulla rete.

Vedremo cosa accade nei prossimi mesi.

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Google, FCC e le frequenze mobili

Oggi la FCC, che gestisce la regolamentazione nelle TLC negli Stati Uniti, si pronuncerà sulla modalità di assegnazione di alcune frequenze che si renderanno disponibili fra un paio di anni (frequenze utilizzate oggi da canali televisivi ma che col passaggio al digitale saranno liberate).

L’interesse verso queste frequenze è anche a causa della loro lunghezza d’onda che le rende ideali per i servizi wireless.

Google ha chiesto che ci sia l’obbligo di rivendita dello spettro per chi acquisterà le licenze. Una specie di unbundling per operatori alternativi per poter offrire servizi mobili agli utenti.

Chiaro che il business di Google si basa sul tempo dedicato ad Internet, più persone passano più tempo, più il suo fatturato potenziale si incrementa. E’ vero che maggiore flessibilità/varietà nell’offerta migliora le possibilità di crescita di un mercato, ma chi investe è meno incentivato a creare servizi se pensa di non avere un ottimo ritorno … il solito dilemma… anche se è chiaro che gli operatori in generale hanno rallentato lo sviluppo dei servizi mobili (dati), almeno fino ad oggi.

Google ha offerto 4,6 miliardi di dollari per un terzo dello spettro che sarà messo all’asta ma vuole l’apertura delle reti.

Vedremo come l’FCC si districherà… mi immagino gli uomini di lobbying che lavoraccio abbiano avuto in questi giorni.

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