Archive for the 'NGN' Category

I vantaggi delle nuove reti NGN per anziani e disabili

Spesso quando si parla di nuove reti in fibra ci si chiede che cosa servano tutti quei megabit di banda. In questo report dell’OFCOM si parla dell’impatto delle nuove reti in fibra (e NGN in generale) per gli anziani e per i disabili.

Sono stati analizzati alcuni trend lato tecnologie per capire quale impatto avranno su target di utenti spesso ignorati. Le aree analizzate sono:
a. Cloud computing;
b. Software as a service;
c. Personalised interfaces;
d. Ubiquitous mobile;
e. Multi-modal/high-presence display systems.

Per definire tutta una serie di servizi avanzati che potranno essere erogati si parla Next Generation Services e di soluzioni di accessibilità avanzata.

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Fastweb fibra a 100 Mbs

Da oggi chi ha la fibra può chiedere l’upgrade a 100 Mbs in download, mentre per l’upload la velocità rimane a 10 Mbs.

Bisogna pagar 10 euro in più al mese (in offerta poi diventerà 15 euro/mese aggiuntivi) oltre al proprio abbonamento ordinario.

Servono 100 Mbps ? Probabilmente no ma devo dire che la richiesta economica non è neanche così esagerata… bisognerebbe vedere se incrementano anche i bocchettoni verso il traffico internazionale che negli ultimi anni è andato sempre più lento o almeno io avuto questa sensazione ma magari Fastweb non c’entra nulla.

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E’ l’ora della Google TV

Come anticipato da più parti, ieri Google ha annunciato la sua piattaforma dedicata all’integrazione di Internet nei TV set.

Quello che mi preoccupa è che ci sono troppe teste nel progetto: Google, Sony, Intel, Logitech. Questi partner quale ruolo avranno concretamente non l’ho ancora ben capito, mi devo studiare un po’ gli annunci.

Senza dubbio, uno dei punti più deboli è il controllo dell’esperienza Internet attraverso un telecomando, che è influenzato dalla modalità di presentazione sullo schermo e dal telecomando,  quest’ultimo sarà uno dei punti critici e sembra che sarà un sistema aperto. Aver la possibilità di cambiare il proprio telecomando del televisore o poter utilizzare altri device che ho già potrebbe essere un bell’elemento di sviluppo di servizi/applicazioni. Se ho capito bene si potrà utilizzare un telefono Android, vedremo con quali capacità.

Google riuscirà a portare il suo application store sulla TV ? Sarebbe uno dei pochi ambiti dove Apple viene sorpassata, oppure semplicemente Apple sa che l’iPad è il cavallo da far correre, anche perché se la tua fonte di revenue è il device, il modello Google TV non è certo interessante.

Gizmodo ha giustamente evidenziato una frase detta dal CEO di Sony : “When you beat Apple, you dominate. New definition.”

Il sito di Google TV

L’annuncio ufficiale

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Google sperimenta la vendita di accessi in fibra ?

Come dice O’Reilly, Google ha lanciato un’altra bomba (come si giustamente su O’Reilly). Offrirà servizi di accesso in fibra con velocità molto più elevate di quello che oggi offre il mercato, vogliono arrivare in casa con la fibra e con un Gb ! Già negli Stati Uniti si possono avere accessi a velocità elevate (40 Mbit per esempio ) ma solo in alcune aree, soprattutto grazie ai cable operator).

In molti pensavamo che Google non avrebbe mai marchiato un cellulare, mai fatto un tablet, ma soprattutto mai offerto la connettività a casa con la rete fissa…

Link all’annuncio sul blog di google

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La televisione come non l’abbiamo mai vista

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Il 2010 sarà l’anno della televisione ? Sembra di si.

Ormai do per scontato che è finita l’era del PC, invece il televisore è sempre più oggetto di studio per dargli nuova linfa. Dal 3D, all’Internet Connected TV si vuole provare a sfruttare la sua pervasività assoluta, soprattutto in Italia.

Negli Stati Uniti sono stati venduti oltre un milione di TV che possono accedere ad Internet, non moltissimi ma siamo all’inizio. Non conosco il dato relativo ai set top box che rendono possibile sfruttare la TV per l’accesso Web e come media center.

Fra soluzioni dei produttori di televisori, over the top TV, set top box dei Cable e dei Telco, nei prossimi anni assisteremo alla carica per occupare lo schermo più grande presente nelle case.

Gli accordi e le funzionalità previste dai televisori sono le più svariate; a parte lo scontato sviluppo dell’Home Video, il gaming è l’altra area molto in fermento. Avere skype e paypal a disposizione sulla TV che impatto avranno ?

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Cubo di Telecom Italia

Ieri alle 17 è stato presentato il cubo di Telecom.

Avendolo visto qualche settimana fa posso dire che si tratta di un set top box molto interessante che che permette di:

  • avere un computer (linux) che offre funzionalità Internet/multimedia al proprio televisore tradizionale
  • accedere a contenuti video su internet, tipo YouTube (quindi ha un browser con flash) e altri canali, soprattutto interessante per chi vuole vedersi contenuti video in inglese
  • leggere file della propria library di contenuti (500 GB di disco fisso),  da storage usb collegato e anche da PC
  • è Aperto: nel senso che non si accede ad un walled garden di Telecom Italia (e quest non è poco)
  • accede ad una library VOD anche con contenuti HD
  • è componibile attraverso widget TV (vai a vedere i widget TV di Yahoo)

Il costo di 199 euro non è male. Se poi sarà possibile aggiungerci funzionalità PVR è davvero un ottimo prodotto.

Porte:

  • HDMI 1.3
  • Video Components
  • Video Composito
  • Audio analogico
  • Ethernet 10/100 BASE-T
  • 2 x USB 2.0
  • SD Card
  • Connessione Wireless 802.11 b/g/n
  • Bluetooth
  • Ricevitore IR integrato per telecomando CuboVision

Chiaramente Telecom Italia spera due cose:

  1. che si diffonda presso tutti gli utenti avanzati italiani (mercato potenziale 2 milioni sugli oltre 12 milioni di accessi BB) e questo è anche il motivo del prezzo abbastanza basso… quindi non ci troviamo di fronte ad un modello alla Apple, qui non si fanno soldi con la vendita dell’hardware
  2. che le persone, piano piano, si abituino al VOD e magari acquistino contenuti. E’ sotto gli occhi di tutti che il mercato della distribuzione home video è in difficoltà (andate a vedervi l’evoluzione dei risultati di blockbuster degli ultimi anni). Anche Mediaset ha lanciato il suo set top box che scarica via etere una serie di contenuti sull’hard disk locale. Se il piano funziona Telecom avrà il controllo dell’EPG di un nutrito numero di utenti e i content provider vorranno esserci

Adesso vediamo se riescono a far capire alla massa di cosa si tratta; ci sono migliaia di utenti fastweb che utilizzano la funzionalità mediacenter per vedere i contenuti presenti sul proprio PC sulla TV in salotto ma ci hanno messo molto tempo a capire cosa significhi mediacenter e la difficoltà tecnologica per utilizzare il tutto non è proprio per dummies.

Ho dimenticato senza dubbio qualcosa, ma è già suffciente così. Sembra che Telecom Italia l’abbia fatta giusta stavolta.

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Qwest: una rete in fibra di poco valore ?

Nella seconda metà degli anni ’90 avevo fatto una ricerca sulle Next Generation Telcos. A quei tempi ci si riferiva ad alcuni nuovi operatori statunitensi (soprattutto Level 3 e Qwest) che stavano posando fibra ottica per creare reti full IP e gli incumbent volevano vederci chiaro sulle potenzialità di questi nuovi player.

Qwest nacque come spin off della Southern Pacific Railroad. Avendo già una “rete”, avevano pensato di differenziare con un altro business (in crescita) basato sullo stesso concetto di “rete” e avevano coperto gran parte degli Stati Uniti con un investimento rilevante. Qwest mi sembra copra oltre 150mila miglia con la sua rete.

Adesso Qwest ha cercato di vendere la sua rete ma avendo ricevuto offerte troppo basse (voleva  all’incirca 2,5mld di dollari) ha rinunciato alla vendita. I debiti della società superano i 13 miliardi di dollari.

Le infrastrutture sono fondamentali ma gli investimenti richiesti e la duplicazione degli stessi fra tanti operatori, possono facilmente affossare le aziende che vi investono, soprattutto quando il valore si sposta dalla rete ai servizi e un “oggetto” altamente innovativo (e indispensabile) diventa in poco tempo praticamente una commodity.



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Statement di Ofcom sulle nuove reti

Oggi Ofcom (il regolatore britannico) ha fatto un annuncio e messo online un bel documento sul futuro delle reti e la loro regolamentazione.

Le misure proposte sono indirizzate allo sviluppo di reti in fibra ed in generale ai cosiddetti investimenti NGA (next generation access).

La prima fase si compone di principi per promuovere investimenti e permettere l’utilizzo di infrastrutture realizzate da BT openreach a tutti gli operatori.

E’ chiaro che una politica del genere si può attivare solo perché esiste una divisione della rete da chi offre i servizi, altrimenti diventa difficile…

Regulatory principles to promote investment and fair competition

Ofcom’s statement sets out the overall approach on future regulation of super-fast broadband services. The five main elements to promote private sector investment and competition are:

Promoting investment

  1. Pricing freedom. Communication providers such as BT will have the freedom to price wholesale super-fast broadband products themselves without any regulatory intervention. This will allow investors to make an appropriate return on their investment, based on the risk they are taking but pricing at a level that the market will bear, given the ready availability of alternative broadband services.
  2. Risk reflective rate of return. In the event of further competition emerging upstream – by companies offering super-fast broadband through passive access – investors will have the opportunity to earn a rate of return that genuinely reflects their costs and the associated level of risk.
  3. Efficient networks. Ensuring that inefficiencies are not built into the deployment of super-fast broadband that could result in a barrier to investment. For example, ensuring that two sets of engineers are not required to service the same request and avoiding excessive complexity of business systems needed to support the network.

Securing competition

  1. Wholesale access for all. Ofcom will support new active fibre-based wholesale products offered by BT. This will require Openreach to offer fibre-based broadband services to other providers – including BT Retail – on equal terms and without favour.
  2. Encouraging future competition. Allowing companies to invest alongside BT when networks are built, or ensuring that new infrastructure will support further future competitive investment should demand arise.
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