Archive for the 'NGN' Category

Tiscali TV e Infostrada TV

Dopo Wind anche Tiscali è partita ufficialmente con l’offerta IPTV. Se l’appeal maggiore dell’offerta di Wind è il prezzo strillato, cioé solo 7 euro (ma ovviamente bisogna avere almeno l’ADSL da 29,29€ vedi Wind), Tiscali basa l’offerta su contenuti e servizi più raffinati/tematici (Fandango, Horror Club) e sulla tv creata dagli utenti (Your TV); il costo della loro offerta è però di 17 euro (da aggiungere ai 28,95€ dell’ADSL).

Peccato che il SetTop Box di Tiscali non sia bello come quello di HomeChoice (l’azienda in UK che Tiscali ha acquistato l’anno scorso). Il business al nord non è andato così bene; dopo aver acquistato Homechoice i clienti sono passati da 45mila a 36mila (anche se c’è discussione sui numeri, vedi articolo su The Register) e il target è di 50mila a fine 2007 e 200mila a fine 2008. Quale è il break even per un servizio di IPTV ? Chiaramente varia da operatore a operatore: chi si è sviluppato una piattaforma in casa e non ha posato fibra ha degli obiettivi molto più ragionevoli…. (vedi Free in Francia che macina utili da tempo).

Dal sito di Tiscali l’offerta ed il DETTAGLIO PREZZI:

 

Tiscali TV

Promozione: €0 fino al 31 Marzo 2008 Costo mensile: €17
Il servizio comprende:
- Contenuti on demand gratuiti suddivisi in canali tematici nelle aree film, fiction, bambini, musica, documentari, viaggi, cucina, motori, intrattenimento, cultura
- Accesso a 6 canali cinema con catalogo di film disponibili in modalità on demand e gratuiti
- Tutti i canali del Digitale Terrestre in chiaro locali e nazionali (1)
- Canali nazionali Rai1, Rai2, Rai3, Rete4, Canale5, Italia1, La7
- Altri canali tematici e internazionali (SKYTG24, TV5, altri)
- Prezzo dei film on demand tra €0 e €6 a seconda dei titoli. Il prezzo è riportato sulle informazioni in video al momento della scelta

 

Replay TV

Promozione: €0 per sempre per chi si abbona entro il 31 Marzo 2008
Costo mensile: €4
Il servizio comprende:
- La programmazione dei principali canali nazionali disponibile per le 48 ore successive alla messa in onda
- Il servizio è fornito da Tiscali e non necessita di attività di programmazione della registrazione da parte dell’utente
- La programmazione registrata è accessibile in modalità on demand durante le 48 ore e può essere visionata ripetutamente
- Il costo mensile consente l’accesso ai contenuti registrati senza necessità di ulteriori pagamenti

Pacchetto Junior

Promozione: €0 fino al 31 Marzo 2008
Costo mensile: €4
Il servizio comprende:
- 4 canali tematici con contenuti specifici per bambini e ragazzi di 0-13 anni di età
- Centinaia di ore di contenuti on demand
- Telecomando per bambini Telemio disponibile su richiesta esclusivamente per chi si abbona al pacchetto Junior al prezzo di soli €2 addizionali al mese

Pacchetto Musica

Promozione: €0 fino al 31 Marzo 2008
Costo mensile: €4
Il servizio comprende:
- 6 nuovi canali tematici musicali con migliaia di videoclip e aggiornamenti settimanali
- Playlist con funzionalità avanti e indietro come un CD
- Possibilità di salvare ciascun brano e creare playlist personalizzate

 

Decoder, Modem e Telecomando

Promozione: €0 per sempre per chi si abbona entro il 31 Marzo 2008
Costo mensile: €4
Il servizio comprende:
- Decoder HD ready in comodato d’uso per ricezione Tiscali TV e canali DTT
- Modem wi-fi per collegamento Internet senza fili
- Telecomando standard per la navigazione nella Tiscali TV

 

Installazione del servizio

Promozione: €0 per chi si abbona entro il 31 Marzo 2008
Costo una tantum: €150
Il servizio comprende:
- Installazione a domicilio su appuntamento ad opera di tecnico specializzato

Attivazione del servizio

Promozione: €0 per chi si abbona entro il 31 Dicembre 2008
Costo una tantum:
- €45 per chi sceglie modalità di pagamento tramite RID o Carta di credito
- €90 per chi sceglie modalità di pagamento tramite bollettino postale
L’attivazione del servizio è soggetta alla verifica di copertura geografica e di qualità della linea telefonica dell’utente

Upgrade banda ADSL

Costo: €0
Upgrade di banda a 6 Mega per richieste di attivazione su Adsl inferiori


Durata del contratto

12 Mesi

 

Costo di disattivazione

In caso di disattivazione anticipata del servizio Tiscali TV rispetto al periodo contrattuale (12 mesi), Tiscali potrà richiedere un contributo di disattivazione di importo fisso, pari a 90 € una tantum, per il ristoro dei costi sostenuti a seguito della richiesta di disattivazione anticipata

 

 

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Verizon IPTV canali HD

Ero curioso di confrontare le offerte in fibra anche negli Stati Uniti. Verizon ha avviato da tempo un progetto di fiber to the home (FTTH) con notevoli investimenti previsti, 14 miliardi di dollari (vedi post).

Verizon+FiOS+IPTV canali HD

La velocità offerta arriva fino a 30Mb per un costo di 180 dollari al mese.La fibra costa pochi dollari in più dell’ADSL (a 5Mbps). Se non sbaglio in alcune aree stanno offrendo anche i 50Mbps e 20Mbps simmetrici.
Per inciso, in Francia lo stesso servizio a 50Mbps è venduto a una cifra fra i 30 ed i 50 euro/mese (vedi post sulla Francia).

Il costo della TV è da aggiungere, altri 30-40 dollari… certo entro fine 2008 sono previsti 150 canali in alta definizione…si possono guardare fino a 3 programmi diversi su tre televisori… e la library VOD non è male (10mila titoli).

La RAI costa 10 dollari al mese.

Verizon si deve scontrare con un’agguerrita schiera di Cable operator che sono molto forti negli Stati Uniti. In definitiva con circa 70 dollari (col cambio attuale sono 50 euro) si può avere Internet e TV con un buon bouquet…

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banda larga e fibra ottica in Francia

Le reti in fibra ottica, lato accesso, sono ancora poco diffuse in Europa (vedi post precedente).

In Francia, dove la diffusione di Internet è inizialmente partita in ritardo a causa del Minitel, oggi si sta investendo sulla fibra ottica a casa degli utenti (FTTH).

Free che è praticamente l’operatore di maggior successo nel triple play (fonia, internet, tv) del mondo, ha avviato l’offerta che permette di avere per lo stesso prezzo dell’adsl (30 euro/mese) un accesso in fibra ottica (hanno quasi 3 milioni di abbonati broadband). L’intenzione è quella di arrivare al 2012 a toccare 4 milioni di abitazioni per un investimento di 1 miliardo di euro. Teniamo conto che a differenza di tanti nuovi operatori sulla rete fissa, Free guadagna da tempo, bilancio in nero, utili…insomma ci siamo capiti, in Italia mi sa che ancora nessuno ha visto un utile; ha anche un churn rate inferiore all’uno per cento… invidiabile.

Ma anche France Telecom e Alice Francia hanno avviato investimenti e già lanciati/in preparazione offerte FTTH.

Insomma, un’offerta fissa a 29,9€ con fonia, internet e tv ha senza dubbio stimolato il mercato positivamente e costretto anche l’incumbent a spingere sull’acceleratore dell’innovazione. Quando potrà accadere qualcosa del genere in Italia ? Ad oggi la Tv è considerata un servizio premium anche quando non ha nulla al suo interno: nel senso che non mi spiego perché devo spendere degli euro in più per la televisione (intendo in prezzo entry level per avere IPTV) se tanto non c’è quasi nulla di valore da vederci… e con Sky a 15 euro

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Chi pagherà per lo sviluppo di Internet ?

Il Guardian ricorda che il regolatore nel Regno Unito (il famoso Ofcom) sta per decidere come definire lo sviluppo della Rete del futuro. Chi gestisce oggi le infrastrutture del Paese si trova in una posizione ben diversa rispetto al passato.

theguardian-ngn.JPGl

Domani iniziano le consultazioni che porteranno alla stesura di un documento per la definizione dell’evoluzione della rete verso la cosiddetta NGN. Quello che è chiaro è che non si seguirà l’esempio tedesco, di garantire un ritorno dell’investimento all’incument perché le reti di nuova generazione dovranno essere sfruttabili da più attori per avere il massimo beneficio complessivo.

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Ancora sul convegno Bocconi sulle reti NGN

Al convegno sulle NGN in Bocconi è stato presentato un dato sulla concentrazione della popolazione nelle città. Oggi ho scaricato le presentazioni grazie a Quintarelli.
Siccome sono un rompiscatole ho verificato il dato dell’Italia che mi sembrava eccessivo (presentazione di Pennarola/Sacco).

concentrazione-pop.png

Ho preso i dati Istat del 2003 e ho calcolato la percentuale della popolazione nelle prime 12 città: mi risulta 15,3% invece del 12%.

popolaz-ita.png

E’ chiaro che il dato non cambia il messaggio: fare reti in Italia è molto meno conveniente rispetto a Paesi dove coprendo una dozzina di città si raggiunge un bacino di utenti potenziali superiore al 20% della popolazione. Inoltre, in UK e Francia la popolazione complessiva è simile all’Italia, ma in Germania coprendo le città con più di 250mila abitanti si raggiungono 17 milioni di persone.

Sono un po’ puntiglioso… lo so.

P.S. Lele ha comunque promesso un post sul convegno

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Convegno Bocconi

Questa mattina ho seguito il convegno sul futuro delle telecomunicazioni in Bocconi.

Interessante sentire tutte le voci di questo settore: il mondo finanziario, i Telcos, fornitori di apparati, la regolamentazione, la Commissione Europea. Anche se in realtà mancavano i Portali e i vari innovatori sul lato dei servizi web - Google & C. direi che ormai fanno parte a pieno titolo del mercato BB - solo citati come una delle minacce al business tradizionale del telecomunicazionisti.

Alcuni punti fondamentali sono ormai molto chiari, altri hanno visto idee contrapposte, provo a riassumere con margine di errore elevato:

  • come diceva Caio, i servizi e le infrastrutture non vanno più a braccetto; gli investimenti necessari a far crescere il mercato sono poi sfruttati da altri (e questo è uno dei motivi che l’ha spinto ad abbandonare le TLC, io non so riportare le battute come si dovrebbe ma garantisco che è stata ottima dal vivo)
  • non è chiaro quanto sia garantito il ritorno sugli investimenti di una rete NGN (nuovi servizi ? riduzione costi eliminando la rete in rame ?)
  • nonostante ciò, la banda larga, la fibra, le reti full ip sono una necessità e un elemento di sviluppo fondamentali per spingere la crescita in Europa
  • Il modello Openreach di divisione della rete per alcuni è utile solo dove non si è sviluppato l’ULL, mentre per altri dovrebbe essere di esempio e replicato. Questo punto è uno dei pù delicati e mi sembra di aver capito che alla Commissione Europea non dispiace quest’ultima visione
  • l’Italia è svantaggiata da una bassa concentrazione della popolazione nelle città (le città con più di 250k abitanti sono solo 12 e coprono il 21% degli abitanti, mentre in Francia sono 34 e quasi metà della popolazione e in UK sono 17 col 24%)

Lele è senza dubbio più bravo a raccontare gli eventi e stava bloggando durante il convegno, quindi spero possa colmare le mie lacune.

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Osservatorio NGN Anfov

Ieri pomeriggio sono stato all’incontro dell’Osservatorio NGN di Anfov dove si è parlato del futuro delle reti di accesso in fibra, delle regolamentazioni possibili, degli investimenti e dei ritorni sugli stessi.
Interessanti le presentazioni e le diverse riflessioni emerse; ne segnalo solo alcune:

  • storicamente, le infrastrutture di rete vengono rinnovate ogni vent’anni, quindi è normale attendersi un refresh tecnologico nei prossimi anni. Questa è la prima volta che gli investimenti non devono essere realizzati da un monopolista controllato dallo Stato, che ovviamente aveva degli obiettivi di lungo periodo (molto più lungo) e un interesse a sviluppare esternalità positive sul Sistema Paese, rispetto ad un’azienda con azionisti privati: una differenza non da poco;
  • la maggior parte dei progetti NGN esteri puntano a reti FTTH con investimenti notevoli: Verizon 13,8 mld €, NTT 37 mld €, France Telecom 2,9 mld € e Free 1 mld €. La spesa per ogni building parte dai 250 euro di Free ai quasi 800 di NTT e Verizon, passando per circa 600 di FT, con orizzonti temporali leggermente diversi ma soprattutto condizioni di mercato molto differenti. Verizon se la deve vedere con gli operatori di tv via cavo che sono in grado di portare servizi video e di TLC ai propri utenti con rete alternativa al Telco operator; in Giappone NTT investe anche in ottica Paese visto che il 30% dell’azionariato è ancora in mano statale; in Francia, FT è costretta ad investire a causa della pressione competitiva di Free che ha 2,5 mn di utenti BB a marzo 2007 ed un’offerta Triple Play a 29,99€ che ha definito lo standard di riferimento in Europa;
  • la sperimentazione della NGN per Telecom Italia è comunque iniziata con l’accordo, di pochi giorni fa, con Metroweb per lo sfruttamento della rete in fibra di Milano - contratto da 50 milioni di euro per il diritto di utilizzo per 15 anni - e, se non sbaglio, si inizia con 70.000 edifici, accesso a 50Mbps FTTB + Vdsl.

Tutte le discussioni sugli investimenti sono molto interessanti, ma la questione si riduce a una domanda che non ha una risposta certa (almeno per ora): quali sono i ritorni previsti da questi investimenti in fibra ottica sull’accesso quando i Telco perdono sempre di più il controllo dei servizi che viaggiano sulla propria rete ? Il tema della Net Neutrality non è stato affrontato ma è chiaro che è nella testa di tutti gli operatori che vedono incrementare il traffico (Internet) senza vantaggi proporzionali per le loro casse come in passato per la telefonia.

Infine, è chiaro che ci saranno dei risparmi notevoli (opex) quando sarà chiusa la vecchia rete trasmissiva ma i tempi non sono certo brevi, oltretutto tutti gli investimenti realizzati dagli OLO per l’unbundling devono essere ammortizzati prima che accada tutto ciò.

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