Archive for the 'Modelli di business' Category

Zynga fa il pieno per crescere ancora

Il gaming online (legato soprattutto a Facebook) è da tempo che mostra crescite spaventose, ma vedere che Zynga ha raccolto addirittura altri 150 milioni di dollari da Softbank mi fa ancora impressione.
A fine 2009 avevano già preso 180 milioni, quando gli utenti attivi mensili medi erano 230 milioni, oggi (giugno 2010) sono un po’ scesi: 185 milioni, ma sono comunque tanti.

Le revenue nel 2009 hanno superato i 100 milioni di dollari grazie alle microtransazioni. Si paga con carta di credito o Paypal o anche con scratch card (mi sembra).

Recentemente c’è stata molta tensione con Facebook perché quest’ultimo vuole cercare di spingere la propria valuta virtuale di cui però si vuole trattenere un fee del 30%, questa politica ha scatenato le ire di chi guadagna attraverso le microtransazioni degli utenti Facebook.

I giochi di Zynga coinvolgono ogni giorno oltre 43milioni di utenti, mentre 97 milioni settimanali e
Daily Active Users: 43,592,989
Weekly Active Users: 97,310,163
Monthly Active Users: 184,628,499

Questi sono i primi 10 giochi di Zynga (dati da allfacebook) con i valori giornalieri medi di utenti (DAU) e  mensili (MAU)

Nome                       DAU                   MAU
1. FarmVille          19.519.664   65.514.953
2. Texas HoldEm   5.783.623     28.884.180
3. Café World         5.568.944     22.221.051
4. Mafia Wars         4.585.177     19.988.581
5. PetVille               3.449.535     16..276.160
6. FishVille             2.418.563     14.205644
7. YoVille               1.424.277     10.263.372
8. Vampire Wars    442.499       2.100.787
9. Roller Coaster      64.648         1.428.249
10. Scramble            80.505           694.767

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L’usato digitale

Uno degli svantaggi innegabili di un contenuto digitale è la difficoltà di fare alcune cose a cui tutti sono abituati da sempre a fare: prestare o rivendere.

Per esempio nel mercato del gaming si è introdotta una pratica che non è certo popolare: Electronic Arts ha deciso che quando una persona rivende il suo gioco, chi lo riceve dovrà comunque pagare 10 dollari per poterci giocare online. In pratica il ragionamento è: faccio pagare 10 dollari l’utente perché devo gestirgli il suo nuovo account – sebbene il precedente utente non continua ad utilizzare il servizio – e per ripagarmi i server che devo mantere online per far giocare gli utenti.

Il primo effetto in realtà sarà quello di “abbassare” il prezzo dei giochi usati,  cioè i 10 dollari diventano a carico del venditore. Quindi per me venditore forse non vale più la pena di venderlo, il guadagno diventa irrisorio.

Un problema molto legato a questo discorso è quello della chiusura dei server. Tipicamente dopo un alcuni anni i server di un gioco vengono spenti perché i giocatori sono diventati un numero molto piccolo, ma se mi fai pagare dei soldi mi aspetto che non chiudano ?

Allo stesso modo, se ho comprato un libro e lo voglio regalare/rivendere/prestare oggi non ho problemi col cartaceo, ma con i contenuti digitali sono tutte attività che possono essere molto difficili o addirittura impossibili da realizzare. Se con un gioco ho bisogno che i server per giocare online vadano avanti per diversi anni, per i libri è chiaro che non c’è un termine. Oppure anche i libri digitali si “rovinano” come quelli in carta e quindi dopo 20 anni se per esempio mi si rompe il device il mio acquisto non vale più ? Sempre ammesso che i server di chi me l’ha venduto esistano ancora.

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E’ l’ora della Google TV

Come anticipato da più parti, ieri Google ha annunciato la sua piattaforma dedicata all’integrazione di Internet nei TV set.

Quello che mi preoccupa è che ci sono troppe teste nel progetto: Google, Sony, Intel, Logitech. Questi partner quale ruolo avranno concretamente non l’ho ancora ben capito, mi devo studiare un po’ gli annunci.

Senza dubbio, uno dei punti più deboli è il controllo dell’esperienza Internet attraverso un telecomando, che è influenzato dalla modalità di presentazione sullo schermo e dal telecomando,  quest’ultimo sarà uno dei punti critici e sembra che sarà un sistema aperto. Aver la possibilità di cambiare il proprio telecomando del televisore o poter utilizzare altri device che ho già potrebbe essere un bell’elemento di sviluppo di servizi/applicazioni. Se ho capito bene si potrà utilizzare un telefono Android, vedremo con quali capacità.

Google riuscirà a portare il suo application store sulla TV ? Sarebbe uno dei pochi ambiti dove Apple viene sorpassata, oppure semplicemente Apple sa che l’iPad è il cavallo da far correre, anche perché se la tua fonte di revenue è il device, il modello Google TV non è certo interessante.

Gizmodo ha giustamente evidenziato una frase detta dal CEO di Sony : “When you beat Apple, you dominate. New definition.”

Il sito di Google TV

L’annuncio ufficiale

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eBook e Salone del Libro di Torino

Ieri sono stato a Torino per tastare la situazione dell’editoria digitale. Stiamo per chiudere il Rapporto eContent e l’eBook è chiaramente uno degli elementi del cambiamento di questo mercato.

Il mercato del libro è fatto di oltre 800mila titoli di cui sono movimentati durante l’anno solo poco più di 300mila. Quindi a parte l’editoria specializzata e professionale dove il digitale ha molto senso, su tutta un’importante fetta del catalogo forse si dovranno fare delle scelte.

La vendita online ha fatto registrare un +24,8% nei primi 3 mesi dell’anno.

Mi sono segnato un po’ di appunti.

All’interno del Salone si fa fatica a trovare qualcosa che abbia a che fare con gli eBook. Degli editori “tradizionali” ho notato solo Giunti con dei reader ed una persona dedicata a spiegare cosa siano e quali siano i vantaggi.

C’era poi lo stand di Telecom Italia che mostrava 3 reader: il Samsung, Olivetti (Android) e un altro di cui non mi ricordo il nome. Sono presentati solo come demo, non c’è possibilità di acquistarli oggi.

I titoli disponibili (da ieri dicevano) su IBS sono 400 di cui 100 di Giunti. Il formato è ePUB e PDF. Entro giugno 2010 saranno disponibili lettori portatili di eBooks in grado di effettuare direttamente il download degli eBooks dal sito IBS.

Tipicamente, oggi sono proposti dei lettori con accesso Wifi a partire da poco meno di 200 euro.

Mondadori partirà in autunno con 1400 titoli (400 nuove pubblicazioni, 1000 di catalogo). Feltrinelli, Gems e Messaggerie sono invece unite sono la dicitura eDigita che è stata annunciata alcuni giorni fa. Comunicato Edigita

Uno degli annunci più interessanti di eDigita è senza dubbio il fatto che gli editori vogliono avere il controllo sul prezzo di vendita, cioè vogliono perseguire un “modello di agenzia”.

In valore gli eBook non hanno neanche una grande rilevanza negli Stati Uniti dove nel 2009 hanno rappresentato poco più del 1% del venduto, ma in ogni caso è interessante vedere un mercato un po’ anziano che alza la testa e cerca di capire come innovare, sapendo che il sentiero (molto lungo) è stato preso e non si torna indietro.

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Hulu: pay si, UK no

Hulu è il secondo sito di video più importante negli Stati Uniti, con tutti i più importanti contenuti dei network televisivi americani (soprattutto telefilm).Da tempo si parlava di un’apertura nel Regno Unito ma sembra che l’idea sia stata abbandonata.

Invece, è sempre più certo che a breve verrà lanciata una versione premium che permetterà di vedere non solo la catch up tv, cioé le ultime puntate delle trasmissioni andate in onda, ma di accedere a tutta la library per 10 dollari al mese (ma è tutto da verificare).

Nel 2009 Hulu ha raccolto 100milioni di euro dalla pubblicità. Non male, ma neanche sufficienti per i network che hanno investito in Hulu. In effetti, 100 milioni di dollari in un anno con 40 milioni di utenti unici mensili e 900 milioni di video visti (dati di febbraio 2010) non è un granché in realtà, i costi di distribuzione video non sono proprio due lire.

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La Gazzetta a pagamento

RCS recentemente ha avviato un sondaggio per valutare un modello a pagamento per i contenuti della Gazzetta dello Sport. Sembra che l’idea sia di mettere la home page sarebbe free ma gli approfonimenti a pagamento.

Non so quanti utenti abbiano partecipato all’indagine e sarei curioso di vedere i risultati, anche se normalmente non sono molto affidabili.  Difficilmente si risponde in modo coerente se ci viene chiesto come e quanto saremmo disposti a pagare per un servizio.

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La televisione come non l’abbiamo mai vista

10YahooTVWidget

Il 2010 sarà l’anno della televisione ? Sembra di si.

Ormai do per scontato che è finita l’era del PC, invece il televisore è sempre più oggetto di studio per dargli nuova linfa. Dal 3D, all’Internet Connected TV si vuole provare a sfruttare la sua pervasività assoluta, soprattutto in Italia.

Negli Stati Uniti sono stati venduti oltre un milione di TV che possono accedere ad Internet, non moltissimi ma siamo all’inizio. Non conosco il dato relativo ai set top box che rendono possibile sfruttare la TV per l’accesso Web e come media center.

Fra soluzioni dei produttori di televisori, over the top TV, set top box dei Cable e dei Telco, nei prossimi anni assisteremo alla carica per occupare lo schermo più grande presente nelle case.

Gli accordi e le funzionalità previste dai televisori sono le più svariate; a parte lo scontato sviluppo dell’Home Video, il gaming è l’altra area molto in fermento. Avere skype e paypal a disposizione sulla TV che impatto avranno ?

10SkypeonTV

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Apple e l’inarrestabile iPhone

Fa impressione vedere come il business dell’iPhone in poco tempo abbia quasi raggiunto tutto il giro d’affari dell’iPod + iTunes. I dati del terzo trimestre Apple sono stati molto buoni

iPhone 2,3 miliardi di dollari (prodotti e servizi): +185%. 7 milioni di iPhone commercializzati nell’ultimo trimestre. In Italia sono scarseggiati negli ultimi mesi, con liste d’attesa anche abbastanza lunghe. Quanti ce ne saranno oggi da noi ? A me risulta più di un milione, ma non ho dati ufficiali.

iPod 1,5 miliardi di dollari: -8%

iTunes 1 mld $: +22% (in Italia mi risultano pochi milioni di euro di giro d’affari ma non ho gli ultimi dati aggiornati)

Una questione per me ancora aperta è se iTunes ha mostrato il nuovo modello di business della musica. A mio parere ancora no. Nel senso che fino a quando iTunes è in pari e tutto l’utile proviene dalla vendita di iPod e iPhone significa che l’industria musicale non ha ancora trovato un modello di business sostenibile.

E’ chiaro che fino a quando non si creerà una piattaforma unica per la gestione dei pagamenti, Apple avrà mano libera sul mercato.

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