Archive for July, 2007

Gmail video contest

Sulla pagina di Gmail mi sono trovato un annuncio per un concorso video. Utilizzando la busta col logo di Gmail si deve creare un video che poi sarà inserito sull’home page del servizio e che quindi vedranno alcune milioni di persone…

gmailvideo.JPG

Il video deve collegarsi ad un video di partenza, una specie di incipit per tutti. La musica la mettono loro…

In effetti avere milioni di utenti ti permette di ottenere a gratis un bel po’ di cose…

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Google, FCC e le frequenze mobili

Oggi la FCC, che gestisce la regolamentazione nelle TLC negli Stati Uniti, si pronuncerà sulla modalità di assegnazione di alcune frequenze che si renderanno disponibili fra un paio di anni (frequenze utilizzate oggi da canali televisivi ma che col passaggio al digitale saranno liberate).

L’interesse verso queste frequenze è anche a causa della loro lunghezza d’onda che le rende ideali per i servizi wireless.

Google ha chiesto che ci sia l’obbligo di rivendita dello spettro per chi acquisterà le licenze. Una specie di unbundling per operatori alternativi per poter offrire servizi mobili agli utenti.

Chiaro che il business di Google si basa sul tempo dedicato ad Internet, più persone passano più tempo, più il suo fatturato potenziale si incrementa. E’ vero che maggiore flessibilità/varietà nell’offerta migliora le possibilità di crescita di un mercato, ma chi investe è meno incentivato a creare servizi se pensa di non avere un ottimo ritorno … il solito dilemma… anche se è chiaro che gli operatori in generale hanno rallentato lo sviluppo dei servizi mobili (dati), almeno fino ad oggi.

Google ha offerto 4,6 miliardi di dollari per un terzo dello spettro che sarà messo all’asta ma vuole l’apertura delle reti.

Vedremo come l’FCC si districherà… mi immagino gli uomini di lobbying che lavoraccio abbiano avuto in questi giorni.

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agosto non tecnologico

A breve in vacanza…
Si riesce a partire senza guardare l’email ? O meglio per quanti giorni si resiste ?

Vedremo quest’estate… ma penso sarà ancora meno dell’anno scorso…

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Quale sarà il ruolo della pubblicità video su Internet ?

Oggi la pubblicità su Internet in Italia rappresenta circa il 5% del mercato complessivo pubblicitario. In alcuni Paesi questa percentuale ha già superato la soglia del 10% – in UK siamo ormai al 13% – ma il formato video ha un ruolo abbastanza limitato. eMarketer afferma che nel 2007 arriverà a rappresentare il 3,6% della pubblicità online.

us-online-video-adv.gif

E’ chiaro che i driver per lo sviluppo di questo formato sono la diffusione di contenuti video (UGC, NetTV, ecc.) e la diffusioni di connessioni banda larga che permettano prestazioni tali da non intasare la connessione degli utenti.
Nella maggior parte dei casi i portali UGC sono ancora in una fase di sperimentazione dell’adv video; la NetTV è ancora in fase beta, se non alfa, mentre la banda larga è stata ormai adottata dalla maggior parte degli utenti Internet ma con una velocità ancora abbastanza contenuta – i cable operator offrono spesso 2Mb e le ADSL che promettono di più spesso sono anche più lente – e, in quasi tutti i Paesi, ci sono aree senza possibilità di accedere alla banda larga.

Siamo proprio nel mezzo del guado e in realtà le previsioni di eMarketer mi sembrano molto prudenti: si aspettano che nel 2010 la pubblicità online rappresenterà il 9,8% di tutta la pubblicità online ed il 3,6% di quella televisiva. In realtà, tutto dipenderà dalla velocità di adozione di set top box che permetteranno di accedere ai contenuti via Internet e questo, a mio parere, sarà lento nei prossimi anni ma a partire dal 2009/2010 ci sarà una “quasi boom”; dico “quasi boom” perché non si tratterà certo di un fenomeno di massa, Internet avrà quasi 30milioni di connessioni in Italia ma quanti saranno attirati dai contenuti video di Internet sul televisore è un’altra faccenda.

Un argomento da approfondire.

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Pubblicità in Italia maggio 2007

Nielsen ha pubblicato i dati di maggio 2007: il mercato della pubblicità in Italia si è ripreso, o quasi, o per nulla. Nei primi 5 mesi dell’anno, c’è stata una crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precendente… +0,1%, un po’ pochino. Dall’inizio dell’anno è comunque il primo dato non negativo.

Il mercato è frenato dagli investimenti sulla televisione che hanno fatto registrare un bel -2,7%. Chissà se piano piano riuscirà a recuperare durante l’anno; nei primi 3 mesi aveva fatto -4,5%, poi aprile a -2,9, maggio -2,7…

Internet ovviamente continua a correre +42,5%

adv-ita-maggio07.png

Per quanto riguarda gli altri settori, la stampa e radio vanno bene, mentre il cinema (-16,5% ma il perimetro è cambiato rispetto all’anno scorso) e le affissioni (-4,9%) sono sempre negative.

Mi sorprende soprattutto quanto regga la stampa in questo periodo, sarebbe interessante sapere quanto budget della televisione si è riversato sulla stampa a causa delle riduzioni degli investimenti e quanto su Internet a fini di maggior interesse del media.

D’altra parte le ore destinate alla TV sono sempre in calo e quelle passate su Internet in crescita.. anche se il tempo Internet spesso citato dalle presentazioni Nielsen include anche il tempo dedicato all’utilizzo di client software come Microsoft Messenger, eMule, Skype … che non sono certo la stessa cosa della navigazione su pagine web.

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Il mercato Home Video Italia nel 2006

All’inizio di luglio, Univideo ha pubblicato i dati relativi al mercato dell’home video del 2006. Il dato complessivo è solo leggermente negativo (-1,8%) ma questo risultato è fortemente influenza dal canale edicola (in crescita del 17%); considerando solo vendita e noleggio tradizionale c’è stata una contrazione di oltre il 6%.

La discesa dei prezzi ha senza dubbio influito su questo andamento, inoltre le difficoltà delle catene distributive come Blockbuster le avevamo già notate.

univideo-2007-v1.JPG

E’ stato soprattutto il noleggio a soffrire: -13,5% in valore, -8,4 in quantità.

Internet porta via utenti ? Il caldo fa uscire di più le persone ? Le elezioni, la mancanza di titoli forti da noleggiare ? Senza dubbio ottime motivazioni ma è certo che la continua disponibilità di titoli a prezzi molto bassi in edicola cannibalizza il mercato tradizionale.

Internet, dal punto di vista video, ancora occupa una fettina proprio piccola; non è in grado di sostituire revenue tradizionali, né per i broadcaster, né per le Major: gli utenti dedicano a YouTube neanche mezz’ora al mese, ed è il sito video più visitato.

Si passa molto più tempo a fare ricerche e chattare con gli amici, oltre che a scaricare film e telefilm piratati. Il tempo dedicato a eMule è fra quelli più alti in assoluto: media di oltre 2 ore al mese per ogni utente Internet.
Teniamo conto che in media gli italiani passano circa 20 ore al mese collegati ad Internet.

Come faranno le Major a non perdere il 50% ed oltre del business derivato dall’home video ? Ad oggi tutte le iniziative online sono state un fallimento.

Quando la distribuzione riuscirà a passare dal PC alla TV – obiettivo di tutti gli attori del mercato – si avrà qualche speranza … fino a quel giorno, declino del noleggio, pirateria non solo dei giovani e prezzi in discesa libera (soprattutto in Italia).

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MVNO: Coop e Carrefour

In poco più di un mese sembra che Carrefour abbia superato i 20mila utenti e Coop i 50mila. Sebbene in Italia il mercato sia ormai saturo e le offerte della grande distribuzione non siano imperdibili, le potenzialità offerte da un’estesa base clienti (nel core business) sono notevoli.

Sono sempre scettico sulla possibilità che gli MVNO riescano a raggiungere numeri molto importanti come è accaduto in altri Paesi europei, in primis la Germania. Nonostante ciò, se anche solo il 5% dei propri utenti di carte fedeltà accettasseno l’offerta mobile, il gioco potrebbe valere la candela.

Le carte fedeltà in Italia (Università di Parma, dati in migliaia)

cartefidelity.PNG

Facendo due conti, se Coop, Carrefour, Conad ed Esselunga riuscissero a far diventare clienti del servizio mobile il 5% della clientela del settore tradizionale (poco meno di un milione), genererebbero un fatturato di circa 100 milioni di euro.
In realtà, ho incluso Esselunga ma non so se siano intenzionati, mentre non ho incluso Auchan (che lo è) perché non ha una vera e propria carta fedeltà, di cui non ho cercato il dato.

E’ una stima prudenziale, ho immaginato che l’ARPU di questi clienti sia nella fascia bassa del mercato; infatti, più della metà degli italiani spende meno di 20 euro al mese. Inoltre, sono proprio gli utenti di cui gli operatori mobili si vogliono liberare…

Per la grande distribuzione sarebbe comunque un successo, nonostante i numeri limitati, solo se sia confermata la teoria che ci sia anche un incremento delle vendite reso possibile dall’incremento del traffico – questa volta non telefonico – nei supermercati.

Non sono andato ad analizzare quanto è stato speso per diventare MVNO: implementazione e spese di marketing che non sono proprio due lire, ma con un investimento di meno di 10milioni di euro si può fare tranquillamente un progetto MVNO.

Adesso aspettiamo i prossimi MVNO che si indirizzeranno anche alla clientela business che arriveranno in autunno.

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Virtual 2007

Oggi sono all’evento sulla virtualizzazione Virtual 2007.

Come chairman della giornata di apertura parlerò dell’evoluzione del mercato IT e del ruolo delle tecnologie di virtualizzazione in Italia.

virtual2007.jpg

Fino a pochi anni fa era una tecnologia di nicchia, ma oggi è alla portata tutte le tipologie di aziende e in alcuni settori è diventata indispensabile.

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