Archive for October, 2009

Poker: è tempo di Skin

Sembra che ormai siano maturati i tempi per la diffusione delle skin di gioco in Italia e vi sono già alcuni importanti esempi di aziende con brand prestigiosi che hanno deciso di lanciarsi nel mercato.

Ma che cosa è una skin? È una modalità evoluta di affiliazione che consente all’affiliato di agire in primo piano nel mercato del gioco con un sito dedicato che propone pagine embedded nel sito del concessionario oppure una personalizzazione ad hoc del client di gioco come nel caso del poker.

Ciò consente al titolare della skin il pieno controllo e la titolarità del cliente sul quale può esercitare delle azioni di marketing in linea con le proprie strategie di mercato e di posizionamento del brand.

Il modello di business generalmente applicato è basato su Revenue Sharing oscillante tra il 25% ed il 50% in ragione del volume mensile generato.

Tra i casi più noti di questa modalità di affiliazione i più rilevanti sono ad esempio Virgin Poker o Smash Poker il primo in partnership con Cogetech il secondo con Giocodigitale, ma ve ne sono altri, forse meno noti al grande pubblico, come Poker Subito pensato per gli utenti Mac ed effettuato con BIG e l’ultimo arrivato The Poker Suite (come vedete su dominio .com) licenziato da Fueps, cioè DADA, a PartyPoker.

Come è evidente al momento si sta prediligendo il Poker ma presto si offriranno anche gli altri Skill Games, Superenalotto ed i Gratta & Vinci. La ragione principale di tale orientamento è dovuta al fatto che si tratta di tutta una serie di giochi che a differenza del Betting non comportano la gestione del rischio e consentono al titolare della skin di concentrarsi esclusivamente sul marketing.

Staremo a guardare se queste skin avranno successo o meno, nel frattempo se ne annunciano diverse pronte a partire. È certo però che un elemento di successo è rappresentato dalla forza brand che può consentire di abbattere il costo di acquisizione dei nuovi clienti e di fidelizzarli più velocemente.

Questo è un comunque un tema che vogliamo approfondire e sul quale ritorneremo in futuro.

Piero Itta

PS. amico e collega che ho invitato a scrivere, marco pizzo

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Sky, DTT e RAI

Sul Sole di oggi Mediaset dice che i Set Top Box HD sono 300mila, Sky aveva detto un milione l’altro ieri.

Tutta la diatriba parte dall’annuncio della chiavetta USB che si inserisce sui decoder HD permettendo di ricevere il digitale terrestre.

Io dico 500mila. Chi offre di più ?

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Apple e l’inarrestabile iPhone

Fa impressione vedere come il business dell’iPhone in poco tempo abbia quasi raggiunto tutto il giro d’affari dell’iPod + iTunes. I dati del terzo trimestre Apple sono stati molto buoni

iPhone 2,3 miliardi di dollari (prodotti e servizi): +185%. 7 milioni di iPhone commercializzati nell’ultimo trimestre. In Italia sono scarseggiati negli ultimi mesi, con liste d’attesa anche abbastanza lunghe. Quanti ce ne saranno oggi da noi ? A me risulta più di un milione, ma non ho dati ufficiali.

iPod 1,5 miliardi di dollari: -8%

iTunes 1 mld $: +22% (in Italia mi risultano pochi milioni di euro di giro d’affari ma non ho gli ultimi dati aggiornati)

Una questione per me ancora aperta è se iTunes ha mostrato il nuovo modello di business della musica. A mio parere ancora no. Nel senso che fino a quando iTunes è in pari e tutto l’utile proviene dalla vendita di iPod e iPhone significa che l’industria musicale non ha ancora trovato un modello di business sostenibile.

E’ chiaro che fino a quando non si creerà una piattaforma unica per la gestione dei pagamenti, Apple avrà mano libera sul mercato.

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Mediaset ed il progetto Web TV (Cube?)

Le notizie sull’entrata di Mediaset nel mondo dei set top box IP/DTT continuano a fioccare sempre più fitte.

Longo sul Sole l’altro ieri ma soprattutto oggi Carli, con l’articolo sulla Repubblica che online non è completo mi sembra, raccontano i preparativi per lo sbarco dei servizi Vod via banda larga di Mediaset. E’ citata Accenture come punto di riferimento per la sviluppo del progetto ed è più volte ribadito che Mediaset ha provato a fare accordi con gli operatori ma poi ha preferito andare da sola per potersi gestire il progetto da sola. Questo non significa che non dovrà spendere per fare la content delivery, ma che semplicemente non ha fatto un accordo con i vari Telecom, Fastweb, Wind ecc per gestire la qualità del servizio video verso i rispettivi abbonati banda larga. La consegna di un contenuto video non è cosa da poco, soprattutto se iniziano ad esserci numeri importanti (come migliaia di utilizzatori) e si vuole mantenere una qualità decente.

Qui un rapporto sui migliori content delivery network di Yankee Group

Per avere un’idea ecco i costi di delivery video:

09-CDNcosti

Ovviamente sono prezzi per chi ha un traffico elevato, si deve leggere in questo modo: nel primo trimestre 2009 pagavo da 45 a 52 cent per ogni GB di video consegnati all’utente, tenendo conto che consumo almeno 50 TB in un mese.

Offrire il video sul televisore attraverso la rete IP è l’unico modo per poter ottenere dei servizi VOD per Mediaset dato che con il DTT questo non è possibile (se non per modalità pay per view).

Vedremo se Mediaset sarà in grado di convincere il mercato di massa a comprarsi l’ennesimo set top box e come/quali contenuti riscira ad offrire. Fastweb soffrì molto della mancanza di contenuti distribuibili su IP, mancavano i diritti; ne è passato di tempo ma alcune difficoltà sono rimaste su questo aspetto.

Argomento lungo, da approfondire ma ho poco tempo.

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Sky buca la notizia: DTT sul suo decoder

E’ tutto il giorno che quando parlo con addetto ai lavori, amici e colleghi mi chiedono della chiavetta DTT da mettere sul decoder di Sky o della TV Full HD a rate che offrono.

Tutto nasce (per quel che mi ha detto chi mi ha chiamato) da un articolo sul Corriere che parla di queste novità Sky (ed altre) ma sul loro sito non ce n’è traccia ( oppure è tutto nascosto a regola d’arte). Mi chiedo in quanti siano andati a cercare la conferma delle notizie ed erano interessati all’offerta ma non hanno trovato alcun riscostro da Sky.

L’articolo è uscito troppo presto o Sky è in ritardo ? In ogni caso un bel pasticcio.

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Contenuti online e modelli di business

Negli ultimi giorni ci sono stati due diversi convegni (a Roma e a Milano e ogi c’era anche LibrInnovando ma non sono riuscito a muovermi) sui contenuti digitali ed il problema della loro valorizzazione online.

Sembra che manchino ancora le idee e la chiarezza di visione sull’evoluzione dei contenuti digitali. Ce la si prende con Google, si pensa di far prelevare a chi offre le connessioni una tassa sui contenuti, ma poche proposte concrete per poter afruttare i nuovi media per vendere i propri contenuti.

Forse sono un po’ insofferente, ma queste argomentazioni mi sembrano andare avanti da troppo tempo, ci vuole chiarezza. Si prenda una strada che abbia un senso e si vada avanti.

Le modalità di monetizzazione dei contenuti si stanno sviluppando in un modo o nell’altro, e chi perde tempo a parlare senza sapere e sparare frasi senza senso su modelli irrealizzabili dovrebbe fermarsi e ragionare.

Per esempio, perché non pensare ad una modalità di gestione dei micropagamenti, il primo novembre parte (dovrebbe) la nuova direttiva europea (Payment Service Directive) e non mi risulta che in Italia ci sia qualcuno del mondo dei contenuti che si stia muovendo (e magari ogni tanto può essere utile unirsi) in modo strutturato per valutare come sviluppare una piattaforma di pagamenti condivisa e accettata.

Saremo costretti ad appoggiarci tutti su iTunes, Paypal & C. ? Non ci sono soluzioni alternative ?

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