Archive for July, 2008

Vacanze

Finalmente per un po’ non avrò a che fare con la tecnologia ma con sabbia e mare.
Buone vacanze a chi parte.

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La causa di Mediaset a YouTube

La prima domanda che mi sono fatto è stata:”ma prima di fare causa hanno cercato di accordarsi, oppure la causa è vista come il primo passo per un accordo ?”
Nel senso che un accordo è ovviamente quello che ci dovrà essere, che sia di revenue sharing o altro.

D’altra parte, si può ricordare la vittoria della filiale spagnola di Mediaset su YouTube che ha portato 100mila euro di risarcimento danni e la rimozione dei video incriminati, ma non mi sembra una gran vittoria. In realtà il risultato mi sembra più una riduzione della capacità di diffusione della “conversazione” relativa ai programmi televisivi di un broadcaster e quindi il valore delle stesse a livello di percepito fra gli utenti/audience.

Staremo a vedere.

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I video di sport online

Lo sport è ovviamente uno dei temi più seguiti online.
Ho trovato alcune statistiche interessanti sulla fruizione dei video sportivi negli Stati Uniti e nel Regno Unito.
Il fatto che sia in riduzione l’impatto dello sport non deve trarre in inganno, semplicemente l’offerta è destinata ad ampliarsi, non lo sport a ridursi.

Invece, per avere un confronto di cosa si guarda online complessivamente:

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Upgrade WordPress 2.6

Questo week end ho fatto l’upgrade della piattaforma WordPress alla versione 2.6
Di solito va tutto liscio, almeno per i precedenti 5 upgrade non ho mai avuto problemi. Invece, ora non ho più l’editor visuale attivo.
Ovviamente ho fatto il check della relativa opzione ed è attiva…e appena ho tempo provo a fare una verifica dei file.

Un aiuto è ben accetto…

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Francia, TF1 offre SetTopBox per il VOD e France Telecom eBook

TF1, il broadcaster francese, ha messo sul mercato un set top box che permette di accedere al suo portale di video on demand dal televisore. E’ come se Mediaset mettesse in vendita un set top box per far comprare e vedere contenuti di Rivideo sulla TV.
Anche se in realtà mi sembra di aver capito che è la società Cezzer che lo ha sviluppato facendo un accordo con TF1, non mi è chiaro quanto sia stata spinta dal broadcaster la concezione del prodotto (www.cezzer.com)
E’ chiaro che TF1 è un po’ più avanti in questo percorso di utilizzare Internet come library a disposizione degli utenti, il VOD in Francia funziona e TF1 ha 450mila utenti unici che hanno acquistato nel 2007 oltre 8 milioni di video.

La library è composta da oltre 3000 titoli, che sono quelli accessibili via web sul portale TF1 Vision. Il servizio ha il difetto di essere basato sul download e non sullo streaming immediato, questo per me lo rende già un prodotto destinato all’oblio… il comunicato afferma che il video prescelto sarà visibile entro 24 ore… buona notte.

Invece, France Telecom poco tempo fa ha annunciato un device – un simil Kindle di Amazon – per poter accedere ai maggiori quotidiani francesi in movimento, infatti il giornale si appoggia alla rete 3G dell’operatore oppure ad una connessione WiFi; si chiama Read&Go.

Inizialmente, i giornali consultabili sono: Le Monde, Le Parisien, Les Echos, L’Equipe e Télérama; sono presenti, già precaricati una trentina di libri.


La memoria del device è da un GB che permette di avere allo stesso tempo 200 giornali caricati.

La particolarità è la presenza della pubblicità, che potrebbe rappresentare il modello di distribuzione futuro dei contenuti. Infatti, in molti settori si chiedono come fare per raggiungere l’utenza in mobilità con servizi e contenuti finanziati dalla pubblicità. E’ chiaro che si tratta di un esperimento ed è attualmente in beta test con utenza amica e con quelli che si sono registrati sul sito della web TV di France Telecom dedicata all’innovazione www.orange-innovation.tv

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Contenuti online: PS3, XBOX, Amazon, iTunes e Netflix

C’è l’assalto alla diligenza dei contenuti online. In questo ultima settimana gli annunci sono stati numerosi e fanno capire la fame di trovare il modello vincente e aggredire Apple sul video dove non ha ancora la leadership come nella musica. iTunes infatti per migliorare il suo servizio ha avviato il noleggio, che si va ad aggiungere alla vendita di contenuti.

Sony ha lanciato questa settimana il servizio di contenuti video da PS3 negli Stati Uniti. Quindi la Playstation attaccata ad Internet permetterà di acquistare film, telefilm, documentari e altro.

Gli accordi con i fornitori di contenuti sono la chiave di questi servizi, Sony ha in catalogo MGM, Lionsgate, Warner, Disney and Paramount; ci sono circa 1200 programmi televisivi e 300 film. Non moltissimi ma è chiaramente all’inizio.
Ci sono anche contenuti in alta definizione ed i prezzi sono di 2 dollari per i programmi TV e 3 dollari per i film a noleggio.

Sony è a sua volta produttrice e quindi già con un suo catalogo; chissà se questo è un vantaggio o uno svantaggio quando deve trattare con i concorrenti per l’acquisto dei diritti.

All’inizio del 2009, il servizio arriverà anche nel Regno Unito.

Microsoft invece questo servizio ce l’ha in ballo da un po’ di tempo e per incrementare l’offerta di contenuti ha fatto un accordo con Netflix, che è un simil Blockbuster che spedisce via posta i DVD negli Stati Uniti ed ha affossato proprio Blockbuster, per accedere alla sua crescente library di contenuti online. Allo stesso tempo Netflix in maggio ha lanciato un proprio set top box (accordo con il fornitore Roku) al costo di 99$ permette di accedere ai film senza sovrapprezzo per gli abbonati al servizio tradizionale. Il modello di Netflix è un po’ particolare, praticamente ti fanno pagare non per quanti DVD noleggi ma per quanti ne puoi avere contemporaneamente a casa; pago il mio canone, 19 dollari mi sembra, e posso avere fino a 3 DVD insieme, appena glieli rispedisco posso averne altri 3. Anche con la XBOX non si dovrà pagare nulla in più se già abbonati di Netflix e la library di Netflix è di 10mila titoli, non male.

Sempre in questi giorni, Amazon ha avviato il servizio di streaming video che si aggiunge a quello di download. Quest’ultimo non ha avuto grande successo, ma d’altra parte obbligare gli utenti a scaricare un software per acquistare film è diverso da andare su un sito web e vedere in streaming all’istante e senza problemi di compatibilità DRM fra MAC e PC. L’immediatezza è una necessità per un utente ed è uno dei punti di forza di Apple, assieme alla semplicità ed al brand.

Mentre sulla musica, Apple ha ormai messo un fosso bello ampio fra lei ed i concorrenti, sul video c’è il televisore di mezzo (o meglio il PC e poi la TV) e quindi è più difficile avere il controllo di questo mercato.

Le console sono lo strumento più efficace per vendere contenuti video. Semplicità, familiarità e sono già sulla TV. Amazon infatti aveva fatto l’accordo con TIVO (uno dei leader nei PVR in USA) perché sperava di saltare a piè pari sulla TV ed anche in questo caso (il nuovo servizio di streaming) è stato annunciato l’accordo per fare arrivare sui televisori Sony equipaggiati con accesso ad Internet, il nuovo servizio di Amazon. Ma la battaglia, oltre che per arrivare sul televisore, è anche sull’ampiezza della library e il nuovo servizi di Amazon dichiara 40mila titoli.

Insomma, negli Stati Uniti la lotta per vendere contenuti video si è infiammata, chiaramente in Europa (escluso UK) i tempi, le modalità e player di riferimento saranno differenti, ma soprattutto non sembra ci possa essere tutta questa concorrenza come oltre oceano.

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La sicurezza online, non per la banca, per il gioco

Alcune banche hanno iniziato ad adottare i token per l’autenticazione online dei propri clienti. Non tutti gli utenti lo considerano un vantaggio, è un impegno eccessivo aver sempre a portata di mano il generatore di numeri ? Direi di no ed il grado di sicurezza aggiuntivo è molto utile ed efficace.

World of Warcraft è il gioco multiplayer online più famoso al mondo, con oltre 9 milioni di abbonati. Sembra che ci siano molti più casi di dati di accesso rubati da World of Warcraft che di conti correnti bancari. I giocatori un giorno non riescono più ad accedere al proprio account e si ritrovano la banca con oro e ricchezze accumulate (in termini di armi, gemme e altro) svuotata. Per questo motivo, da poco tempo anche i giocatori di WOW possono avere una chiavetta di sicurezza.

Gli ordini di questi token sono andati esauriti in poco tempo sul sito della Blizzard (che è lo sviluppatore del gioco). Il valore del proprio account è molto elevato per un giocatore che magari è da anni che accumula materiali e denaro per i propri eroi/alter ego online.

Invece, chi ruba gli account rivende per pochi dollari quello che ha razziato a giocatori che vogliono con dollari reali far diventare il proprio guerriero o mago più forte in meno tempo del necessario.


I siti che vendono pezzi d’oro del gioco in cambio di dollari reali sono migliaia in rete. Basta scrivere “wow gold” sul motore di ricerca per vedersi una miriade di mercati di valuta virtuale in cambio di euro o dollari.

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Lively: Second life secondo Google

E’ online il mondo virtuale di Google. Sapevo che stavano facendo qualcosa ma mi aspettavo un progetto diverso e maggiormente integrato con gli altri servizi riproducendo il mondo reale. Invece, puntano ad offrire uno spazio 3D a chi è già coinvolto in social networking come Facebook o MySpace (col primo è già integrato, col secondo a breve) facendogli realizzare ambienti.

Da leggere la divertente – come spesso accade – opinione di The Register al riguardo… che condivido. Già il titolo è tutto un programma….:”Google penetrates fake sex world with Lively

PS: il client funziona solo con Windows per ora

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