Archive for March, 2011

Revenue online, pubblicità, TV e carta stampata

Internet offre contenuti in modo tale che nessun altro media può competere quando sono interessato a qualcosa. Tutt’altro discorso è quando non voglio interazione ma sono interessato ad una fruizione passiva. In questo assomiglia un po’ a leggere i giornali rispetto alla TV: i giornali mi richiedono uno sforzo intellettuale che la TV sta ben attenta ad evitare. Inoltre, la produzione di testi ha una barriera all’entrata vicino allo zero, mentre un video fatto bene, sebbene molto più facile da realizzare di tanti anni fa, non è alla portata di tutti.

Quindi, la carta stampata è senza dubbio la vittima eccellente in questi anni.

Il dato sull’andamento della stampa negli Stati Uniti è chiaro: è più che un crollo, i classified non esistono più, l’online fa numeri ridicoli e la pubblicità su carta è in picchiata.

Questi sono i dati del fatturato digitale degli editori in UK. A parte il Financial Times, nessuno nel 2009 aveva superato i 100 milion di sterline, ma avendo un bacino di utenti mondiale mi viene da dire che il suo risultate è ancora peggiore di quello di tutti gli altri editori e il risultato era un +43% rispetto all’anno precendete, vedremo i risultati nel 2010 ma difficilmente la crescita può continuare su questi livelli. Comunque si tratta di cifre piccole per il mercato UK; nel 2010 la pubblicità online ha superato i 4 miliardi di sterline con una crescita del 13% (IABUK).

Al contrario, la crescita vertiginosa del consumo di Internet ha scalfito in modo solo lieve la TV.

Questo è abbastanza sorprendente, riduzioni della spesa ci sono state, ma se teniamo anche conto che la crisi in questi ultimi due anni si è fatta sentire, non è che abbia perso molto.

Andando a vedere le previsioni della pubblicità negli Stati Uniti si vede a colpo d’occhio come la TV mantenga tranquillamente la posizione mentre la carta stampata si contrae vistosamente. Saranno anche previsioni non condivisibili al 100% ma la situazione è questa.

 

Cosa si può fare ? E’ necessario sperimentare ma anche ricostruire le fondamenta ripartendo da zero; sembra proprio una strada obbligatoria che un editore tradizionale non può essere in grado di fare se non con decisioni drastiche.

Il modello di business non è più quello di vendere notizie di massa, con queste non si crea valore per gli utenti.

Forrester ha provato a chiedere (consumatori europei) che cosa hanno comprato e che cosa compreranno online. Il dato sulle News è devastante: nessuno spende e nessuno le comprerà, punto e fine; si, certo, nelle previsioni le News hanno un 13%, ma le intenzioni di acquisto sappiamo bene che fine fanno. Il dato certo è che dal 2009 al 2010 è sceso dal 4 al 3 la percentuale di quelli che hanno acquistato News, ed in generale questo è avvenuto per tutti i contenuti.

 

 

 

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Evento Web Marketing Evolution

Ieri c’è stato l’evento di Business International sul marketing online. Gli interventi della mattina moderati da Marco sono stati interessanti; nel pomeriggio invece c’è stato  Mauro a moderare ma un impegno non mi ha fatto rimanere fino alla fine. Fra le due sessioni, oltre al pranzo, ha fatto il suo show Robin Good che ha parlato dei cambiamenti che Google ha avviato sul motore di indicizzazione.

Uno degli elementi che emerge da questo incontro (ma anche da altri simili) è senza dubbio la mancanza di certezze sulle attività di marketing online. Nel senso che le aziende sono ancora timide e poco abituate nello sperimentare e aggredire l’online in modo strutturato. Comunque il livello non è così basso come Robin Good lo ritrae e parlare ad una platea come se tutti fossero dei ritardati mi è sembrato un po’ esagerato.

In ogni caso, ancora la situazione è difficile, sia per le società che propongono iniziative online, sia per chi deve prendere le decisioni.

La mancanza di esperienza, di uno storico, di metriche condivise è ancora un grosso freno. Sul social ancora si procede a tentoni, sebbene l’offerta abbia idee e capacità, le aziende hanno troppo timore e non riescono a cambiare al loro interno, ed è questo il grande problema. La capacità di cambiare e accettare il fatto che il brand è in prima linea e non si può più nascondere (e su questo Robin ha ragione da vendere) è difficile da far digerire a realtà italiane non abituate ad essere orientate al cliente. Ma d’altra parte o si cambia o si perisce.

 

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Google per pianificare il matrimonio

Qualcuno in Google si è sposato e come regalo lo hanno obbligato a usare le Google Apps per pianificarlo ?

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Utilizzo durante il giorno di Ipad, smartphone e PC

Avevo visto tempo fa questa rappresentazione dell’andamento del consumo di news basato sul device.

Ho sempre avuto l’idea che il tablet è sostitutivo del PC/notebook a casa.  L’immediatezza e semplicità di utilizzo rendono le altre modalità antiquate. L’unico motivo per il quale ha senso il computer domestico è dove sono necessarie le prestazioni, ma queste ormai sono un dominio quasi esclusivamente legato al gaming.

Unico dubbio è l’utilizzo di smartphone la sera, mi sembra possibile solo per una certa fascia di età, ma soprattutto non è un utilizzo continuo.

E forse non è neanche tanto diverso se si considerano altre categorie di contenuti. Qui l’analisi era fatta per  le news.

In ogni caso, il modello PC centric è morto, siamo nell’era device centric, il PC diventa uno degli strumenti che vengono utilizzati ma non il primario.

 

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