Archive for June, 2009

Se ci fosse stato Twitter 29 anni fa…

Sono passati 29 dalla tragedia di Ustica. Ma se ci fosse stato Twitter le cose sarebbero andate diversamente ?

http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Ustica

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Industria dei contenuti: crisi o no ?

L’industria della musica è veramente in crisi ? Senza dubbio ha goduto di rendite per anni ed oggi sconta un processo di distruzione del valore, come in tanti mercati legati ad Internet e non è certo facile gestire la transizione.

Ci sono da anni molte discussioni sull’argomento (vedi di recente quintarelli) e ancora per molto se ne parlerà (se ne dovrà parlare).

Dato un mercato dove lo scambio illegale è diventata non solo la modalità meno costosa ma anche – soprattutto ! – quella più immediata, sembra che proprio il modello di business di chi vive di musica deve cambiare.

Si torna agli inizi, quando i cantanti guadagnavano sulla base di quanto tempo dedicavano ad andare in giro per il mondo a cantare ?

Il Rapporto IFPI parla di un 95% di download illegale. Il digitale vale solo il 20% del fatturato dell’industria musicale.

Inoltre, come dice bene Stefano, anche il mondo dell’entertainment è cambiato. Il tempo dedicato ad ascoltare la musica si è senza dubbio ridotto con Internet, o comunque è cambiato. I consumi si sono spostati senza dubbio sul gaming, che è una delle poche industrie che continua a crescrere con forza. D’altra parte 10 anni fa non si sarebbe pensato che ci sarebbero stati 12 milioni di giocatori diposti a pagare 12 euro al mese per un gioco (un dato sul gaming).

Per quanto riguarda i contenuti giornalistici, il grande problema è stato sottovalutare la necessità di uno standard mondiale per i micropagamenti. Se 10 anni fa avessero iniziato a trovare una soluzione forse oggi sarebbe più facile convincere a pagare pochi cent per un contenuto e i navigatori si sarebbero abituati a dare pochi spiccioli per leggere un contenuto di qualità. Invece, soprattutto sull’online, gli editori hanno riempito di spazi i loro portali con informazioni e pattume vario che ne hanno ridotto il prestigio senza portare grandi benefici economici. E senza qualità su Internet hai perso in partenza. Sei uno come altri migliaia che riportano le poche righe di una informazione standard e senza commento serio e senza un minimo di ricerca/inchiesta che è l’unica cosa che dovrebbe veramente contraddistinguere un giornalista da un navigatore/blogger a tempo perso. D’altra parte fare giornalismo di qualità in un Paese dove si può parlare poco e di pochi, diventa difficile.

In definitiva, si dovrà raggiungere proprio il fondo prima di rivedere la luce. E la questione dei micropagamenti rimane sul piatto, nonostante ci si aspetti un forte scossone dall’introduzione della nuova direttiva europea sulle payment institutions che permetterà a molti operatori di diventare gestori di moneta elettronica in modo più semplice rispetto al passato.

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Cosa era successo ieri a Key4Biz ?

Ieri mattina ho trovato il sito di Key4Biz un po’ differente dal solito…

ho preso un paio di schermate… chissà cosa era successo.

09kforbiz1

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Qwest: una rete in fibra di poco valore ?

Nella seconda metà degli anni ’90 avevo fatto una ricerca sulle Next Generation Telcos. A quei tempi ci si riferiva ad alcuni nuovi operatori statunitensi (soprattutto Level 3 e Qwest) che stavano posando fibra ottica per creare reti full IP e gli incumbent volevano vederci chiaro sulle potenzialità di questi nuovi player.

Qwest nacque come spin off della Southern Pacific Railroad. Avendo già una “rete”, avevano pensato di differenziare con un altro business (in crescita) basato sullo stesso concetto di “rete” e avevano coperto gran parte degli Stati Uniti con un investimento rilevante. Qwest mi sembra copra oltre 150mila miglia con la sua rete.

Adesso Qwest ha cercato di vendere la sua rete ma avendo ricevuto offerte troppo basse (voleva  all’incirca 2,5mld di dollari) ha rinunciato alla vendita. I debiti della società superano i 13 miliardi di dollari.

Le infrastrutture sono fondamentali ma gli investimenti richiesti e la duplicazione degli stessi fra tanti operatori, possono facilmente affossare le aziende che vi investono, soprattutto quando il valore si sposta dalla rete ai servizi e un “oggetto” altamente innovativo (e indispensabile) diventa in poco tempo praticamente una commodity.



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Poker online in Italia

Il poker online continua ad essere in forte crescita. Nato meno di un anno fa, nel mese di maggio ha raccolto quasi 200 milioni di euro, con una crescita del 7% rispetto ad aprile. Stiamo quindi parlando di quasi 7 milioni di euro al giorno giocati.

Nei primi 5 mesi del 2009 si sono raccolti ben 845,7 milioni di euro; quindi per fine anno si supereranno agilmente i 2 miliardi di euro.

Microgame e Gioco Digitale sono i leader e raccolgono circa 50 milioni di a testa e quindi rappresentano il 50% del mercato.

Ma quanto può continuare a crescere questo mercato ?

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I nuovi widget di Google

Il nuovo widget di Google chiamati Google Elements non sono nulla di particolarmente innovativo, ma come al solito, hanno un non so che di maggiore completezza e potenzialità.

Oltre a questo formato c’è quello che si estende orizzontalmente.

09googleelements

Diversi articoli hanno accennato alla possibilità che questi widget potrebbero essere di aiuto per gli editori nel senso di dare maggiori visibilità ai loro contenuti, ma io non vedo questi grandi vantaggi. L’elemento di YouTube ha la particolarità di poter scegliere direttamente la fonte dei contenuti a scelta fra:

  • Al-Jazeera English
  • The Associated Press
  • Bloomberg
  • CBS News Online
  • C-SPAN
  • Euronews
  • Fox News
  • France24 English
  • ITN News
  • The New York Post
  • The New York Times
  • Russia Today
  • Washington Post


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